Col termine di “impotenza” si intende, in presenza di uno stimolo sessuale, la mancata comparsa di una risposta erettiva adeguata oppure, oppure, in presenza di una risposta erettiva, l’incapacità a mantenere tale risposta.
Il termine impotenza è usato da sempre per descrivere tale condizione, mentre in realtà il termine scientifico e più preciso è quello di “disturbo dell’erezione”.
Nella cultura occidentale, la capacità di raggiungere l’erezione costituisce un valore primario, strettamente connesso con la mascolinità e l’immagine positiva dell'uomo.
Tra i vari disturbi sessuali, il disturbo dell’erezione è quello che preoccupa maggiormente l'uomo, determinando frustrazione, ansia, diminuzione dell’autostima, con facile insorgenza di disturbi depressivi. Ovviamente, la mancanza della penetrazione ha anche importanti riflessi sulla coppia.
Si calcola che almeno la metà della popolazione maschile vada incontro ad occasionali episodi di impotenza.
Le difficoltà di erezione possono aversi a tutte le età: dagli adolescenti alle prime esperienze ses¬suali, ad uomini nel pieno della loro capacità virile, ad anziani che vedono questi episodi come segnali della fine della loro virilità.
Le cause del disturbo dell’erezione possono essere sia organiche che psicologiche.
Le cause organiche si osservano soprattutto a partire dai 50 anni. Tra queste ricordiamo i disturbi endocrini, le malattie renali ed epatiche croniche, il diabete, l’assunzione di farmaci antipertensivi e psicofarmaci, l’alcolismo, l’uso di droghe, ecc.
La terapia può essere sia medica (trattamento della patologia di base, uso di farmaci in grado di determinare una vasodilatazione locale: sidenafil, tadalafil, ecc.), sia chirurgica (più raramente).
Le cause psicologiche sono presenti soprattutto tra i 18 - 45 anni di età.
All'analisi cognitiva di questi pazienti (cioè del loro modo di pensare), osserviamo spesso la presenza di un'idea costante relativa alla paura di non avere un'erezione, al timore di fare una brutta figura con la partner, di essere giudicato male e successivamente rifiutato dalla partner, in un clima di profonda drammatizzazione del problema. Tutto ciò è riassumibile nel concetto di ansia da prestazione.
L'atteggiamento psicoterapeutico ancora una volta metterà in luce tutte le idee che generano ansia e depressione, con loro attiva discussione e cambiamento e con produzione finale di un pensiero più obiettivo e aderente alla realtà (vedi anche: eiaculazione precoce).
Quando lo stress è particolarmente intenso, può essere molto utile un training di rilassamento con biofeedback. Si tratta di una tecnica che, mostrando alla persona il livello della propria tensione emotiva, insegna in breve tempo un controllo progressivo delle proprie reazioni di stress.
Fernando Di Rienzo
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