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Non è Teresa che sto seguendo, ma il suo drago. Mi chiama, mi incita a seguirlo e si muove, stampato sopra le natiche con un filo di cellulite. La mia camicetta aperta si muove per la corrente d'aria del mio passare. Tolgo la mia mano dalla sua facendola scivolar via e mi fermo. Apro la chiusura lampo della gonna e la tolgo lasciandola cadere, poi tolgo velocemente le mutandine, abbastanza castigate. Slip da adolescenti, bianche in cotone. Mi piacciono ma non voglio che sia lei a toglierle. Mi riprende la mano strattonandomi e lanciandomi sul letto, soffice morbido. Faccio un piccolo rimbalzo e mi fermo ad attendere cosa accadrà in seguito. C'è una piccola abat-jour sul primo comodino, e da' una luce abbastanza soffusa, nel rosa della stanza. Molti quadri alle pareti, quadri con ritratti di donne in stile moderno, tutte sedute in pose molto rilassate, quasi stanche, su di una sedia stile impero, antica, pesante.
La mia testa è sul cuscino sotto una testata metallica dorata. Due drappi neri penzolano dalle estremità: sembrano foulards. Comincio a capire mentre Teresa si siede senza lasciarsi pesare sulla mia pancia, sostenuta dal suo essere inginocchiata sulle coperte. Mi prende la mano sinistra, delicatamente dal polso e tendendo un lembo di stoffa mi fa un piccolo nodo attorno al polso. Poi fa la stessa cosa con il mio polso destro. Poi scende e fa le stesse cose con le mie caviglie. Sono bloccata, almeno finché io lascerò fare. La stoffa è delicata e potrei strapparla con un minimo sforzo. Mette una mano sotto il cuscino e tira fuori un altro foulard nero. Me lo avvicina agli occhi. Ho un po’ paura di questo rituale. Nessuna di noi due dice una parola. Possiamo ascoltare il nostro battito ed il nostro respiro a volte accelerato a volte calmo. Non vedo più ormai. Il mio aumenta il ritmo e non posso fare a meno di aspettare cosa accadrà ora.
Ed inizio a sentire. Un fiato caldo nel mio orecchio destro, un rapido colpo di lingua che esplora l’interno. Una mano mi stringe il seno sinistro, delicata, leggera, poi scende sul ventre e risale sull’altro seno. La lingua ora si sposta e scende sul collo, poi risale intorno le labbra ed ancora più giù. Mi bacia il collo per qualche secondo, toglie la bocca e subito mi sento il capezzolo sinistro preso dalla sue labbra, succhiato con una voracità abbastanza impensabile, ma non dolorosa. La lingua ci gioca tutt’intorno e poi sparisce nel risucchio ed ancora gioca e passa all’altro, mentre più in basso una mano mi accarezza la folta peluria. Sento le dita che tamburellano la carne come se stesse giocando e solleticando, poi le stesse dita si fanno più sicure e giocano con le piegoline tra i peli. La sua bocca ora non è più sui seni ma sulle gambe che vengono baciate e leccate e risale alle cosce. Mi immagino con la mente la scena di lei sul letto o forse inginocchiata a terra con le mani che mi accarezzano le cosce, come sento chiaramente. E come fanno tutti prima o poi, insinua il naso nel mio cespuglietto e scende e sento tanto caldo, mentre le dita aprono e dilatano più sotto. E la lingua inizia a muoversi. Anch’io apro la bocca. Passo la lingua sulle labbra per inumidirle. Mi sento sola. Vorrei baciare anch’io. Ma so che ora devo rimanere ferma e vivere questa strana esperienza. Mi sento frugare, infilare, togliere, sempre più facilmente e con maggiore forza, ma sempre lentamente. E la sento muovere carezzare, impastare, sempre più forte. Non è facile percepire e farsi un’immagine mentale della situazione, Ma visto che ero io l’oggetto di tante attenzioni, feci lo sforzo, pur non capendo bene cosa stessi subendo. Mentre stavo raggiungendo il colmo delle sensazioni, improvvisamente si ferma. Per pochi lunghi secondi sembra che non succeda niente, poi sento il materasso scuotersi e via via farsi più forte l’odore pungente di poco prima, Poi qualcosa di morbido sulle me labbra. Non ci volle molta fantasia per capire che si era posata sopra il mio viso, calda, profumata, bagnata, sentivo un liquido scivolarmi tutto sopra le labbra ed entrare, subito dopo aver tirato fuori la lingua, nella bocca. Ora si adagia tutta sopra di me per fare le stesse cose che sto facendo io, con la sola differenza che lei è libera di muoversi, mentre io rimango immobilizzata dai nodi che stringo forte. E sento le mani oltre la sua lingua, e tutte le dita che giocano. Mi sembra quasi di soffocare per quanta foga lei impieghi muovendo le anche roteando su di me. Io ogni tanto inarco verso l’alto il bacino come per sentirmi sempre più presa nella morsa calda. E quando ridiscendo le sue dita penetrano più a fondo, e non solo all’interno della mia fradicia entrata principale. Ci sa fare Teresa. Mi piace come muove la sua calda lingua, e spero di darle le stesse sensazioni, seppure senza usare le mie mani. Mi sento ubriaca di sensazioni e di liquidi aspri. E bevo, bevo…

