| Notifica [x] |

Una volta sono stata invitata a cena da una mia collega. Non ho mai avuto troppi rapporti di lavoro con lei. Forse per l'età. Lei ha una cinquantina di anni, divorziata senza figli, ma sempre una bella donna: alta con un corpo magro dalle forme non troppo provocanti ma ben portate. La mattina avevamo parlato di uomini, di come ci stessero dietro cercando di farci colpo, Magari uomini sposati, mai liberi, con storie pesanti di convivenza alle spalle che appena pensano che una ci possa stare, telefonano, scrivono email, fanno a gara per offrirti la colazione, cercano di capire che film ti piace vedere per invitarti al cinema...
Non mi dispiace certo che mi dimostrino tante attenzioni, e forse li provoco un poco, ma che ci posso fare se mi piacciono vestitini leggeri, un po' scollati e che mettono in mostra le mie forme.
Ok, dicevamo... allora accetto l'invito di questa donna. Teresa, per darle un nome. Ovvio che non è il suo vero nome, come Amanda non è il mio... La prima sorpresa ieri sera è stata quella che quando mi ha aperto la porta di casa, Teresa vestiva una specie di kimono bianco con un drago rosso alle spalle, completamente scalza sul parquet. Come tutti i kimono, ogni tanto si apriva sul davanti mostrando un poco di seno. Dopo un aperitivo cominciammo a mangiare sushi ed un'insalata di mare. Teresa mi parlava del suo ex marito e di come l'avesse sempre tradita. La sera tornava tardi e puzzava di cioccolata e profumi dozzinali, e poi a letto non faceva quello che lei avrebbe voluto facesse.
Dopo un paio di bicchieri di limoncello ci mettiamo sul divano. Teresa continua a raccontarmi del marito. Sinceramente non me ne importava e mi stavo annoiando. Aspettavo ilo momento buono per andarmene, quando comincia a piangere e poggia il suo capo sulla mia spalla. Ho provato tante volte questo momento, ma di solito è un lui a farlo, dicendo "mia moglie non mi capisce". Beh, mi ritrovo con la sua bocca attaccata al mio collo che inizia a baciarmi. Mi stringe forte con le braccia e poi comincia ad accarezzarmi un seno dall'esterno della camicetta. Poi la sbottona, mentre continua a baciarmi il collo e mi mordicchia il lobo dell'orecchio fino a spingermi la lingua all'interno.
Sono molto sensibile quando mi fanno certe cose, per cui giro il viso e cerco la sua bocca con la mia. La sua saliva sa di limoncello. La sua lingua è calda e veloce come un serpente. I suoi seni non sono certo all'altezza dei miei, ma sono morbidi e fanno un buon effetto sotto le mie mani. Ovviamente sotto il kimono è nuda, ma non la tocco tra le gambe. Mi piace baciarla e mentre lo faccio, toccarle con le dita e sfiorarle le orecchie ed i capelli lunghi raccolti. Ci baciamo per un po' di tempo che non saprei quantificare. Le sue mani sembrano quelle di un uomo, e mi frugano risalendo dalle gambe, fin sotto la gonna, giocherellando con le mutandine ed il mio cespuglietto. Sa come muoversi e toccare da quelle parti.
E' gentile e delicata ed ha molta esperienza di come dare piacere. Penso chissà quante volte lo abbia fatto da sola. Sento di essere gratificata dalle sue dita, mentre giocano ed entrano ed escono e si muovono tutt'intorno. Io sono ferma e remissiva. Non ho voglia di dare piacere adesso. Seguo ondeggiando al ritmo del mio respiro le sue mani ed i suoi baci. La mia lingua con la sua sono vive come se avessero una forza autonoma. Ai miei occhi socchiusi si affacciano improvvisamente i visi delle altre donne che ho amato, degli uomini che mi hanno voluto e che non mi hanno saputo amare.
Sono egoista, forse, ma non mi va di far niente se non ricevere piacere. Lei, nei momenti in cui non è tra le mie labbra mi sussurra parole che non capisco appieno. Solo "amore mio" riesco a capire. Tante volte l'ho ascoltate in questi momenti. Più raramente guardandomi negli occhi, maschi o femmine che siano.
Teresa, dopo avermi toccato a lungo tra le gambe, si alza, e si pone, allargando le sue, sopra di me che sono scompostamente adagiata, si siede sulle mie cosce aperte, e le ginocchia sono poggiate sul cuscino per non pesarmi. I nostri corpi si fronteggiano così come i nostri visi. Getta via il kimono mostrando un bel corpo. Un drago nero è tatuato lungo l'addome e risale fin sotto i seni accentuando le fasce muscolari e le curve. A cavalcioni, si alza ed abbassa al ritmo del suo respiro, una volta veloce, una volta lento e mi prende il viso con le due mani. Chiude la bocca mantenendo le labbra rilassate e con gli occhi socchiusi le ricopre di saliva. Poi le strofina alle mie, pianissimo, ed oscillando dal centro ai lati della mia bocca, scivola tutt'intorno regalandomi sensazioni forti, un massaggio che sento come una carezza o uno strofinio ben lubrificato, come se fosse la lingua e non le labbra chiuse. Le sue mani bloccano il mio viso in un modo strano. I medi penetrano lentamente nelle mie orecchie come per fermarmi, e le altre dita girano tutt'intorno ai miei padigloni auricolari, carezzando come un soffio provocandomi altri brividi. E' brava a darmi piacere e stimolando la mia pelle in modi che nessun uomo aveva mai provato a farmi. Io poso le mani sui suoi fianchi accarezzandoli dall'alto fino alle natiche, poi girando i polsi porto i palmi sotto il suo ventre, e con tutte le mie dita, alternando le mani, una volta una ed una volta l'altra le passo dietro e poi avanti, percependo la sua calda eccitazione. Entro con un dito e poi con un altro, ed esco, e cambio entrata e così ancora dieci volte, forte e dolce allo stesso tempo, mentre lei aumenta il suo ritmo dondolandosi e premendo la lingua sulle mia bocca chiusa ma allo stesso tempo protesa verso di lei, accarezzando. Osservo i suoi occhi chiusi ed ascolto il suo respiro farsi sempre più nasale quando ad un punto, apre la bocca e gettandosi con la testa su di un lato della mia spalla mi sussurra "non ti fermare, si, si continua" e capisco che quel che faccio con le mie dita le piace. Allora continuo. Con la sinistra a mano aperta, avvolgo tutta la sua parte ormai più che umida, divaricando pollice e mignolo, poi infilo indice ed anulare e con il medio allungato carezzo e gioco dietro cercando di far finta di entrare. Con la destra invece spingo verso l'alto la sinistra in modo che la forza con la quale la penetro, aumenti ritmicamente anche quando i miei polsi iniziano ad indebolirsi ed indolenzirsi. Sento con il medio aprire e chiudere i muscoli ad un ritmo sempre più crescente, e sempre con più forze, e le gambe rilassarsi e stringersi e la sua lingua entrare nel mio orecchio destro e muoversi.
Poi nient'altro. Si ferma così di colpo, senza dire niente senza un gemito, neanche nei momenti precedenti. Silenziosa completamente, a parte i suoi respiri forti. Mi da un bacio in fronte, poi sulle labbra. Ha gli occhi socchiusi.
Si alza in piedi rimanendo a gambe larghe e protende il bacino verso di me. Le do' un bacio sulla sua parte in vista. Il suo odore è fortissimo, punge e penetra nelle narici. Mi ricorda il vento in una foresta, resine bruciate e mare in tempesta. Con la lingua assaggio e bevo qualche stilla salata.
Mi rimetto giu, sdraiata e mi offro inarcandomi, ma lei mi prende una mano e mi tira su, mi abbraccia e sempre tirandomi per una mano mi porta verso la camera da letto. Mentre mi precede e tira via vedo il suo drago nero muoversi sinuoso sulla sua schiena.
