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Desiderio Maternità: impulso innato
Il desiderio di maternità nel corso degli anni è quasi svanito nel nulla.
Oggi più che mai la donna rinuncia alla maternità per seguire la sua voglia di rivalsa sociale, piuttosto che il ruolo di mamma attribuitole nel corso dei secoli. Tra le varie ragioni per le quali la donna rinuncia alla maternità non si annovera solo lo status sociale che si intende acquisire, ma anche l’obiettivo di non rinunciare alla propria fisionomia fisica. La gravidanza comporta l’alterazione delle proprio corpo e in una società dove l’aspetto fisico conta quanto il desiderio di maternità si è più propensi a rinunciare alla funzione femminile della riproduzione, anziché alla propria bellezza. La gravidanza viene vista come un’esperienza conclusiva della propria identità femminile.
Oggi la maternità è considerata come un impedimento rispetto ai progetti da ognuna preposti, ma certe rinunce portano con sé il dolore di un perenne conflitto tra natura e condizione socio-economica, un conflitto di identità che comporta un’instabilità emotiva e la paura un giorno di pentirsi della rinuncia fatta.
Mentre un tempo avere un figlio era forse la massima ambizione per una donna, oggi è una delle scelte più difficili che una donna possa fare, forse la causa di questa inadeguatezza è legata anche alla possibilità di controllare le nascite e quindi ad un atto di scelta, non più spontaneo. E così la decisione di affrontare o meno la gravidanza comporta disorientamento, angoscia, paura, disperazione, dubbio, mentre la possibilità di non scelta comportava la scoperta di un diverso senso della vita, la scoperta  di crescita e di relazioni tra la donna in attesa, il nascituro e tutto l’insieme relazionale.
Ci si chiede se realmente quella di non volere figli sia una scelta autonoma o se sia semplicemente una repressione del desiderio di maternità.
Tuttavia, sono tante le donne che non rinunciano a quello che da sempre è stato definito il desiderio naturale, affrontano con grinta la gravidanza, lottano se avvertono dei problemi di infertilità, ricorrono alla procreazione assistita e nei casi di fallimento si distruggono o rovinano il rapporto col proprio partner. Tante sono le donne che  vogliono un bambino, che ci provano, che non ci riescono e che ricorrono all’adozione o all’affidamento, ciò nonostante per alcune il desiderio di maternità è legato allo sviluppo del feto all’interno del proprio corpo, all’esperienza psicologica di fusione col feto, alla percezione dei movimenti fetali, e per questo rinunciano ad ogni forma di adozione.

La maternità rimane uno dei più grandi misteri al mondo, un evento che si impone alla donna ponendola di fronte all’evidenza di un bambino dentro di sé.